Da un legame di amicizia nasce un progetto che sostiene la ricerca scientifica sulle leucemie infantili attraverso l’attività creativa di giovani artisti e intellettuali.
Ricordare Duccio significa continuare a generare occasioni di vita: per i giovani artisti, per la ricerca scientifica e per i bambini e gli adolescenti che affrontano la malattia.
Amava disegnare per ore immagini piene di colori e fantasia. Aveva una vera passione per l’amicizia e cercava sempre idee e stimoli nuovi per i suoi amici.
Adorava viaggiare e andare in bicicletta. La sua cagnolina prediletta, la Lola, era la sua compagna di passeggiate e con lei parlava di gioie e tristezze. Il mare della Maremma era il suo luogo del cuore, dove tuffarsi ogni volta che voleva e passare lunghe ore a giocare con gli amici e ridere con loro delle barzellette e delle parole assurde che inventava. Adorava vedere film e viveva la musica come un ritmo della sua vita. I momenti difficili e tristi, li affrontava con sapiente leggerezza e li trasformava in energia e ricerca di nuove prospettive e di nuove emozioni.
Questi ricordi sono parte della storia dell’Associazione: non guardano solo al passato, ma continuano a dare forma a ciò che facciamo oggi.
La prima cosa che mi viene in mente quando penso a Duccio sono le mail colorate che mi scriveva; ogni riga di un colore diverso, così che anche le notizie più difficili sembravano meno tristi. Mi raccontava del suo cane, la mitica Lola, a cui era affezionatissimo e delle vacanze in Maremma. Per usare un termine toscano, direi che Duccio era un ganzo: era alto e giocava benissimo a basket, era abbastanza coraggioso da sfidare le maestre, ma anche sensibile e maturo nelle relazioni. Siamo nati lo stesso giorno e ogni 23 gennaio un mio pensiero va sempre a lui.
Occhi che si illuminano del suo sorriso, dolce ed intenso. La generosità e la determinatezza. Mi ha lasciato una maglietta Duccio, è stato lui a sceglierla, per un motivo ben preciso.
Duccio era un ragazzo pieno di forza, sempre pronto a ridere e scherzare. Duccio era un compagno di scuola, con cui condividere, felici, le giornate dietro i banchi. In una sola parola, Duccio era un grande amico.
Duccio è stato il mio primo compagno di banco all’inizio della prima media. Ero intimorito, quasi tutti si conoscevano già. Duccio mi ha messo subito a mio agio e mi ha presentato ai nostri vicini di posto. A quell’età Duccio dava l’impressione di essere un ragazzo più grande dei suoi anni, parlava spesso di temi che io non avevo ancora approcciato, sembrava avesse vissuto più di noi. Qualcuno avrebbe potuto darsi delle arie, lui invece sembrava sempre contento di includere le persone vicino a lui. Mi ricordo il suo sorriso e i suoi cappelli a visiera, e le conversazioni via sms che avevamo durante il suo periodo di ricovero. Mi ricordo di camera sua, di quando lo visitavo e ascoltavamo Lucky degli Eiffel 65. Era un ragazzo pieno di vita e di gioia, e tuttora è presente nei miei pensieri.
Duccio aveva una sensibilità rara, riusciva sempre a trovare il bello ovunque. Amava relazionarsi con tutti, ridere e scherzare e con lui era impossibile perdersi in tristezze: una sua battuta, un suo sorriso e una sua coccola ti riportavano subito il buonumore. Era un sognatore con un animo dolcissimo. Un combattente con un cuore pieno d’amore. Duccio è stato un mio grande amico e il suo cuore dolce, il suo sorriso enorme e i suo occhi blu rimarranno sempre con me.
Duccio era alto, bello, occhi chiari e con un accento toscano marcato. Un mix per me assai esotico e cosi mi apparve quando un giorno me lo trovai in classe, compagno di banco, che mi parlava di cose nuove, da grandi, estranee al mio mondo di bambino. Penso che Duccio attraverso la sua amicizia e poi la malattia un po’ mi abbia fatto diventare uomo.
Duccio era sorprendentemente sapiente per la sua età. Esprimeva questa sapienza gioiosamente, con spiccata individualità, energia e modestia. Allo stesso tempo mi faceva sentire protetto, come se fossi il suo fratellino. Compresi la travolgente personalità di Duccio solo durante l’adolescenza, e lì notai che da sempre mi inspiravo a lui. Il mio ricordo é stupendo.
Dieci anni dopo, in occasione di un concerto al Conservatorio di Milano con l’orchestra giovanile diretta dal maestro Amedeo Monetti, l’Associazione presenta ufficialmente la propria missione: coinvolgere giovani artisti, molti alla loro prima esperienza, in un evento artistico di presentazione in pubblico di una loro opera prima.
Questo momento creativo ha lo scopo di aprire ad un successivo orizzonte: permettere ai ricercatori in oncoematologia pediatrica del Centro Ricerca Tettamanti, dove Duccio è stato curato, di raccontare i traguardi raggiunti con il loro lavoro di studio e ricerca sulle leucemie che colpiscono bambini e adolescenti, invitando il pubblico a partecipare con una donazione alla lotta contro questa terribile malattia.
L’associazione Amici di Duccio nasce dall’iniziativa di Riccardo e Donatella, genitori di Duccio, e dai suoi più cari amici, Bianca, Carla, Filippo, Francesco, Irene, Lorenzo R. e Lorenzo T.. Questo gruppo di primi Amici nel tempo si è allargato: oggi si sono aggiunti quasi 70 altri Amici, che negli anni hanno sostenuto l’Associazione con grande disponibilità e generosità. A tutti loro va la nostra profonda gratitudine per la passione, la vicinanza e la costanza con cui partecipano e collaborano alle nostre iniziative.
Crediamo che ogni creazione artistica contenga la forza di guardare la realtà da un’altra prospettiva. Per noi l’arte è un modo per trasformare ciò che sembra immutabile in una possibilità nuova: lo stesso movimento che la ricerca scientifica compie quando apre strade di cura che prima sembravano impossibili.
Crediamo nella ricerca scientifica come percorso fatto di rigore, perseveranza, apertura al cambiamento e capacità di attraversare anche le sconfitte. È da questo cammino che possono nascere nuove possibilità di cura, capaci di cambiare concretamente la vita delle persone.
Sostenere giovani artisti e artiste significa dare spazio a una forma di ricerca libera, viva, capace di generare visioni nuove. È così che il talento artistico diventa parte del nostro impegno: un impulso concreto per sostenere la ricerca scientifica oncoematologica verso nuovi traguardi di cura.
Ogni percorso artistico e scientifico nasce da un valore umano profondo: la cura delle persone. Per questo mettiamo al centro i bambini e gli adolescenti che affrontano la malattia, le loro famiglie, i ricercatori, gli artisti e tutte le persone che scelgono di sostenere l’Associazione.
L’Associazione, costituita nel 2018 come ente senza scopo di lucro, continua la propria missione di sostegno alla ricerca scientifica attraverso l’arte, organizzando spettacoli, mostre, concerti, residenze d’artista e laboratori creativi, che hanno che hanno nel tempo realizzato il sogno di oltre trenta giovani artisti al loro esordio.
In questo percorso, abbiamo raccolto fondi per un totale di quasi 75.000 euro, che sono stati devoluti al Centro Ricerca Tettamanti per spingere la ricerca biomedica oncoematologica a progredire sempre di più.
Grazie al sostegno alla ricerca scientifica nel campo della leucemia linfoblastica, la più frequente nei bambini e negli adolescenti, sono stati raggiunti traguardi di quasi totale guarigione.
Vogliamo continuare a creare occasioni in cui arte e scienza possano incontrarsi, in cui giovani artisti e giovani ricercatori, ciascuno con il proprio linguaggio, possano condividere domande, percorsi e modi diversi di esplorare la realtà. Questa nuova avventura si concretizzerà nella creazione di un team di artisti e scienziati che lavorano insieme su temi trasversali e si stimolano a vicenda nei reciproci ambiti di competenza.
“Io vado veloce come il vento…” Così rispondeva Duccio a chi gli chiedeva dove andasse tanto allegro e felice con la sua bicicletta gialla. Aveva cinque anni, allora, e nella vita che ha avuto non vi fu mai altra cosa che potesse riempirlo così pienamente di gioia quanto andarsene libero in bicicletta. Anche disegnare lo rendeva felice, ma in un modo diverso. Erano momenti di serenità dilatata, di pace con il mondo e con tutto ciò che lo circondava. Il tempo si faceva lento in quei momenti e solo la fantasia andava veloce su pezzetti di carta d’ogni tipo, spingendo con coraggio il segno docile della matita. Dopo restavano fogli sparsi ovunque, abbandonati. Tracce di passaggi dove la meta era altrove ed era la sola cosa che contava.
Nella sua breve vita Duccio non ha mai rinunciato ad andare in bicicletta e a disegnare. Non ha mai rinunciato “…ad andare veloce come il vento”. Certo, se ne avesse avuto la possibilità, gli sarebbe piaciuto parecchio sapere che altri ragazzi, un giorno, avrebbero potuto “andare veloci” come lui, raccogliere lo spirito della sua storia per ricercare l’occasione decisiva verso un nuovo progetto creativo, una nuova opportunità di vita.
Così è nata l’idea, con alcuni dei suoi più cari amici e compagni di scuola, di costituire l’Associazione Amici di Duccio, progetto di arte, vita e libertà, con lo scopo di offrire a un giovane artista o intellettuale la possibilità di trasformare un’idea, un’intuizione, un impulso creativo in un’opera concreta, da presentare in pubblico.
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